| Città
unica nel mondo, ultima capitale, nel V secolo, dell'impero
d'Occidente.
Nei secoli ha rivestito un ruolo di protagonista nella storia
d'Europa.
È divenuta la prima città del regno romano-barbarico
del goto Teodorico,e in seguito sede dell' Esarca dopo la
riconquista da parte dell'Impero d'Oriente.
Conserva in splendidi monumenti la testimonianza del suo ruolo
di grande polo politico,commerciale e artistico nel susseguirsi
di civiltà diverse.
In particolare,il periodo Imperiale Romano e la luminosa stagione
in cui Ravenna divenne centro dell'Impero d'Oriente, alla
metà del VI secolo, hanno lasciato nella città
uno straordinario complesso di basiliche, battisteri,mausolei.
L'armonia delle costruzioni classiche si fonde con il fasto
e lo splendore dei marmi preziosi e delle ricche decorazioni
bizantine.
Accanto ad essi,le testimonianze architettoniche del dominio
veneziano di Piazza del Popolo e della Rocca Brancaleone,gli
splendidi chiostri rinascimentali, la Biblioteca Classense
del XVI secolo le aggiungono nuove attrattive.
La città che ispirò Dante, Boccaccio, Byron
e Klimt è adagiata nella grandiosa bellezza degli ambienti
naturali che la circondano.
Una magnifica pineta e un lungo lido sabbioso corrono per
chilometri sull'Adriatico,ospitando ben nove centri balneari.
I lidi ravennati sono dotati di ogni comfort,e caratterizzati
da una tradizione di ospitalità e organizzazione turistica
note in tutta Europa.

Mosaici
Ravenna
è indiscutibilmente celebre in tutto il mondo per i
suoi mosaici e questa eccellenza è dovuta al fatto
che in essa si
conserva il più ricco patrimonio mondiale di mosaici
antichi dei secoli V° e VI°, superiore, per qualità
artistica ed importanza iconologica, a quello di tutte le
città del mondo antico e classico, sia in oriente (Costantinopoli,
Antiochia, Gerusalemme, Alessandria), sia in occidente (Roma,
Milano, Aquileia, Treviri, Colonia).
Per questi motivi l'Unesco, nel 1997, ha dichiarato "patrimonio
dell'umanità"i sette edifici sacri ravennati che
gelosamente conservano al loro interno i celebri mosaici offerti
in questa pubblicazione.
A Ravenna la grande committenza di Arcivescovi e di ecclesiastici,
di profonda formazione teologica e capaci di misurarsi con
le grandi testimonianze residue della civiltà artistica
della classicità romana in declino, fu in grado di
richiedere ed ottenere un'alta perfezione stilistica nei cicli
musivi ricchi di contenuto di misteri cristiani essenziali
celebrati nel culto e nella liturgia.
Fondamento della celebrazione liturgica dei misteri di Pasqua,
Natale, Epifania, Battesimo di Cristo, é la Bibbia.
Bisogna ancor oggi trovare nell'opera letteraria del Vecchio
e del Nuovo Testamento e nei suoi commentari la spiegazione
più autentica e più profonda del messaggio dei
mosaici ravennati.
Infatti i cicli musivi ravennati rispecchiano una concezione
del simbolismo cristiano antico intrinsecamente coniugato
con la lettura liturgica delle Sacre Scritture, nello spirito
sacramentale proprio degli Autori ecclesiastici eminenti nei
secoli V° e VI°.
Vanno
citati come principali ispiratori teologici, sopra tutti gli
altri, S.Pier Crisologo Dottore della Chiesa (nel V° secolo)
e l'Arcivescovo Massimiano (nel VI° secolo). La cultura
teologica di S.Pier Crisologo risplende magnificamente nei
mosaici del Mausoleo di Galla Placidia e in quelli perduti,
ma a noi noti nel contenuto, della chiesa palatina di S.Giovanni
Evangelista.
Nessuno, tuttavia, nel suo secolo (né a Costantinopoli,
né a Roma) supera la cultura simbolica ed iconologica
di Massimiano é l'ispiratore e il teologo illuminato
di tutti i mosaici di S.Vitale e di tutti quelli di S.Apollinare
in Classe, appartenenti al VI° secolo.
Possiamo affermare che Pier Crisologo rappresenta lo spirito
della cultura cristiana orientale e latina nell'età
del Neoplatonismo, ma é soprattutto Massimiano che,
vissuto per decenni in Oriente nella scuola palatina della
capitale Costantinopoli, mostra organiche affinità
col Platonismo cristiano del coevo autore degli scritti del
Corpus Dionysiacum, dopo il magistero a Ravenna, di Severino
Boezio (480c.- 526) e di Cassiodoro (490c.- 580c.).
In generale, con il patrimonio musivo ravennate, il Cristianesimo
(aniconico alle origini) si arricchisce per la prima volta,
in modo compiuto e definito, di una vera e propria iconografia
per rappresentare, attraverso il linguaggio universale delle
immagini, il messaggio.
Per questi motivi, Ravenna custodisce questo patrimonio unico
al mondo con grande responsabilità, come una straordinaria
risorsa per il destino della civiltà e della cultura,
nel mondo. Questa pubblicazione si propone di testimoniarne
la luce di verità, di bellezza e di pace.
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