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LE
TRADIZIONI ENOGASTRONOMICHE LOCALI
Dove si
racconta la tavolozza dei gusti e dei sapori che rendono unica la cucina
della provincia di Rimini, legata alla natura agreste dei luoghi e valorizzata
da mani sapienti
| La
Gastronomia locale |
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C'è un' altra Romagna da scoprire, più tranquilla
di quella costiera, ideale per chi ama le tradizioni e il turismo
enogastronomico. Per trovarla occorre lasciare il mare alle spalle,
risalire le colline e fare una sosta nelle aziende agrituristiche
per apprezzare la tavolozza di gusti e sapori che caratterizzano
la cucina locale.
La gastronomia, legata intimamente alla natura agreste dei luoghi,
è basata sui prodotti della terra e dell'allevamento, elaborati
e valorizzati da mani sapienti. I piatti della tradizione rappresentano
l'ambiente, la storia, la memoria della gente; sono dei valori che
vanno custoditi e diffusi, non meno importanti dei beni storici
ed ambientali, per cui riconoscerli e apprezzarli significa conoscere
meglio la realtà territoriale.
La tradizione contadina ci consegna ricette a base di ingredienti
semplici che rispettano rigorosamente la stagionalità e la
tipicità. Fra questi spiccano l'olio extra vergine d'oliva,
il vino, i legumi, le erbe selvatiche, quegli elementi tipici della
cucina mediterranea che hanno caratterizzato sin dall'antichità
Ia cultura gastronomica di questa terra. Di seguito vengono elencate
le preparazioni gastronomiche che più caratterizzano il territorio
della provincia di Rimini.
La
piadina
Farina e acqua sono gli ingredienti originali della ricetta più
antica. In seguito l'aggiunta del sale e del grasso sotto forma
di strutto, ne hanno arricchito il sapore.
La
piadina costituiva l'elemento costante nella dieta del contadino
romagnolo. Veniva fatta anche due volte al giorno ed è interessante
notare che non sostituiva il pane, il quale veniva preparato in
ogni famiglia ogni settimana.
Questo prodotto accompagna da sempre erbe, cavoli,formaggi, salumi,
pesci, carni e fagioli. Nella nostra zona con il termine erbe si
intende quelle selvatiche cioè quelle che crescono nei campi
fra i filari delle viti o fra gli olivi e lungo i fossi. Le più
diffuse sono i radicchi, le aspraggini, le rosole, i ravastelli,
gli strigoli e l'ortica. Anticamente mangiate assieme alla piadina
e un po' di formaggio costituivano un pasto completo. Tutt'oggi
è rimasta l'usanza di cenare, soprattutto nel periodo invernale,
con piada, erbe e squacquerone, tipico formaggio di mucca dalla
consistenza molle.
La piada diventa particolarmente gustosa sotto forma di Cassone,
cioè ripiegata in due e chiusa sul bordo con i denti di una
forchetta. La farcitura classica è quella costituita dalle
rosole, che sono le prime foglie del papavero, sminuzzate e lasciate
per un'oretta con il sale a perdere acqua.
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| Pasta
e minestre
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La pasta fatta in casa fa parte di quel gruppo di preparazioni tipiche
della cucina di tutte le case che le donne di un tempo sapevano
eseguire con maestria. Può essere preparata solo con acqua
e farina, come strozzapreti e minestra vedova (una sorta di maltagliati),
oppure con l'aggiunta di uova come tagliatelle, tagliolini, quadrettini
e paste ripiene come cappelletti.
Alcune paste sono ottenute con l'aggiunta di altri ingredienti;
parmigiano per i passatelli e patate per gli gnocchi.
Passatelli
Uova, parmigiano e pane grattato sono gli ingredienti di questa
sostanziosa minestra. Amalgamati e passati attraverso un ferro forato,
assumono la tipica forma di vermicelli dorati. Rappresentano il
più classico dei piatti della domenica. Ancora qualche ristoratore
Ii ripropone e sulla costa vengono cotti in brodo di pesce in alternativa
al classico brodo di gallina.
Gnocchi
Si
ottengono unendo le patate lessate e schiacciate con la farina.
Dall'impasto, morbido ed elastico, si forgiano dei bastoncini che
vengono tagliati a tocchetti di 2-3 cm. Si gettano in acqua bollente
e appena affiorano si scolano e si condiscono con il sugo di salsiccia.
Spuntino
di piade e cassoni
Il cassone costituisce uno spuntino gustoso che può essere
assaporato ancora caldo, in tutte quelle bottegucce o chioschi che
riportano l'insegna Piada e cassoni.
Meno
colore, più sapore
Ancor oggi è possibile reperire questi salumi dal colore
meno accattivante rispetto a quelli della grande industria per l'assenza
di conservanti e quindi più genuini dal gusto certamente
più saporito.
Cappelletti
Il nome ricorda piccoli cappelli, forgiati a mano, fatti di sfoglia
ripiena di un composto a base di carne magra e parmigiano, profumato
con noce moscata, pepe e scorza di limone grattata. Ogni casa ha
la sua ricetta e il suo segreto e costituiscono il piatto tipico
del giorno natalizio. Possono essere serviti con sugo di Carne,
ma la tradizione il vuole cotti e serviti in brodo di gallina o
ancor meglio di cappone.
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Tagliatelle

Pasta all'uovo che può essere condita in vario modo: con
ragù, con i fegatini di pollo come si faceva una volta, con
sugo di piselli o di fagioli, Con sugo di strigoIl. Gli strigoli,
erbe selvatiche che nascono spontaneamente nei campi incolti e sui
terreni coltivati, vengono utilizzati anche per arricchire frittate
ed insalate.
Ravioli all'ortica
L'ortica, pianta erbacea comunissima nelle nostre zone, ha un utilizzo
gastronomico sin dalla notte dei tempi. Una volta costituiva un
ingrediente di minestroni, frittate e ripieni di pasta fresca. Nei
ravioli, da sola o in associazione ad altre erbe, assieme a ricotta
e parmigiano, costituisce un ingrediente base che conferisce al
piatto una particolarità gustativa degna di essere assaggiata.
Strozzapreti
Pasta povera, in quanto priva di uova, che diventa gustosissima
se condita con un sugo a base di salsiccia. La sfoglia, tagliata
a listarelle c passata velocemente fra le mani, spezzandosi origina
appunto questo tipo di pasta strozzata.
Fagioli
Venivano riproposti quasi
quotidianamente
nelle case contadine e alcune volte venivano arricchiti aggiungendo
nella cottura un pezzo di cotenna di maiale (fagioli con le cotiche).
Ancor oggi questo piatto popolare viene accompagnato con la piada.
Caratteristica è la presentazione di questo piatto nelle
ciotole di coccio Color bruciato plasmate dall'ultimo vasaio di
Montefiore Conca.
Pasta
e ceci
Piatto tipico della vigilia di Natale con origini antichissime.
Maltagliati (pasta all’uovo tagliata in modo irregolare),
ceci, rosmarino e aglio sono gli ingredienti base di questa minestra
popolare.
Il cece, prima di essere cotto, veniva lasciato a bagno 12 ore in
acqua fredda assieme a un sacchettino di cenere (rannatura), lo
stesso procedimento che veniva usato per rendere più bianco
il bucato.
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| Le
Carni |
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Trippa
Piatto della tradizione ormai in disuso ma non per questo
da dimenticare. Nel periodo invernale ancora qualche ristorante
ripropone questo piatto degno di essere assaggiato. Ottimo l''abbinamento
con del Sangiovese di Romagna DOC o con del Rosso Colli di Rimini.
Carne
di maiale
Il maiale è la base di numerose ricette che vanno dal primo
piatto al dolce.
Il
maiale, allevato da tutte le famiglie di campagna per il basso costo
di allevamento, veniva ammazzato nel periodo invernale. Ogni sua
parte si utilizzava compreso il sangue. Questo serviva per la preparazione
della torta di maiale o migilaccio o sanguinaccio, dolce costituito
da sangue, latte, zucchero e uova. Con le carni macinate, salate
e speziate si riempivano gli intestini dopo averli ripuliti e ben
lavati per ottenere salsicce, salami e coppe.
Salsiccia
e olive
è un piatto che viene preparato proprio durante il periodo
della raccolta della drupa. Il sapore amarognolo dell'oliva cotta
in padella si sposa bene con quello più dolce della salsiccia.
La grigliata di costarelle, braciole e salsicce arrostite sulla
brace prevede come contorno i gobbi (cardi) o le erbe di campagna
saltati in padella con aglio e olio extra vergine d'oliva rigorosamente
locale.
Porchetta
Con tale termine s'intende il maiale disossato, condito con finocchio
selvatico, aglio, sale e spezie vane e cotto intero al forno. In
tutte le sagre e fiere è possibile degustare questa prelibatezza
che viene venduta in piccoli chioschi ambulanti: ottima se gustata
con la piadina e a un bicchiere di Cabernet - Sauvignon Colli di
Rimini.
Coniglio
in porchetta
Condito con finocchio selvatico e alloro,
una
robusta manciata di pepe, spruzzato con vino Sangiovese e cotto
lentamente nel forno a legna costituisce un piatto veramente speciale.
Salame
matto
Questo piatto a base di parmigiano, pane raffermo e uova, accompagna
la carne bollita; una volta si preparava e si consumava la domenica,
giorno in cui si faceva il brodo di carne e rappresentava una pietanza
completa che in molti casi costituiva l'unico piatto dopo la minestra.
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| I
Prodotti conservati |
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Olive marinate
Intorno al mese di novembre sulle colline della nostra provincia
avviene la raccolta delle olive. Oltre a essere molite per ottenere
un ottimo olio extravergine d'oliva, è abitudine in quasi
tutte le case conservarle per l'inverno. Le olive vengono adagiate
in vasi di vetro assieme a spicchi d'aglio, gambi di finocchio selvatico,
scorze di arancia e limone e sale grosso. Ogni tanto i vasi vanno
scossi energicamente affinché gli ingredienti e soprattutto
il sale venga a contatto con le olive. Man mano che si forma l'acqua,
questa va scolata. Dopo due settimana le olive sono pronte per essere
utilizzate.
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| I
Dolci |
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Bustrengo
Antica torta contadina tipica del periodo invernale, preparata con
farina di polenta, pane raffermo, mele, fichi secchi, uvetta, uova
e olio extra vergine d'oliva. Gli ingredienti, il sapore e la consistenza
fanno del bustrengo uno dei dolci più interessanti della
tradizione gastronomica romagnola meritevole di essere riscoperto
e riproposto.
Ciambella
E
il classico dolce locale a base di ingredienti semplici: farina,
zucchero, uova, strutto e lievito. Oggi si tende a sostituire lo
strutto con il burro, ma nei forni dei paesi della Valconca ancora
viene preparata secondo la ricetta tradizionale. La ciambella può
essere arricchita con uva passa o cosparsa con zucchero in granella:
ottimo l'abbinamento con la Rebola dolce Colli di Rimini.
Ciaramine
Dolci tipici del periodo di Carnevale e Pasqua. Il nome deriva molto
probabilmente da chiara in quanto un tempo venivano utilizzati più
gli albumi che non i tuorli delle uova. In Valmarecchia questi dolci
a forma di grossi bracciali, venivano preparati in occasione della
Prima Comunione e della Cresima e venivano infilati nel braccio
del festeggiato da cui il nome locale di bracciatelli. Per arricchire
le ciaramine, dolce particolarmente povero per i pochi ingredienti
utilizzati, queste venivano spruzzate con alchermes e cosparse con
zucchero semolato.
Crostata
Dolce secco, a base di pasta frolla e marmellata fatta in casa,
abitualmente
preparata a livello artigianale utilizzando frutta estiva come albicocche,
pesche, fichi e susine. Abitualmente nelle case veniva preparata
anche una marmellata di frutta mista che acquistava un colore scuro
da cui il nome di moretta. Particolare la crostata con la biùda
(albume d'’uovo montato a neve, zuccherato e arricchito con
mandorle tritate e tostate) reperibile ancora in qualche forno dell'entroterra.
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Minacetto
E' il tipico dolce della vigilia di Natale che si prepara solo a
Cattolica, con ingredienti che non rompono l'astinenza richiesta
dalla Chiesa in tempi quaresimali. Noci, mandorle, pinoli, uva sultanina,
miele, cruschello, cannella e olio extra vergine d'oliva sono gli
ingredienti. Nel periodo natalizio è facilmente reperibile
in tutti i forni di Cattolica.
Il segreto delle donne di Cattolica:
Ogni casa di Cattolica è depositaria della ricetta
del minacetto, che tiene gelosamente segreta. Si dice che quando
qualcuno chiedeva la ricetta per a preparazione di questo dolce,
le donne di Cattolica per non svelarla, rispondessero: “Zucara,merda
e butìr!
Pagnotta
Antico dolce di pasta lievitata che non mancava mai in occasione
della colazione la mattina di Pasqua. Si mangiava con l'uovo sodo
benedetto e il salame, accompagnata da un bicchierino di vino dolce
passito.
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