IL
PATRIMONIO STORICO, CULTURALE E NATURALISTICO
Dove
si racconta come, partendo dalla Riviera Adriatica,si possono raggiungere
nel mare di terra di Rimini borghi antichi e opere d’arte, con
tre percorsi
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| Campagna
vuol dire lentezza |
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Un percorso può esaurirsi in un solo giorno, ma il consiglio
è quello di non aver fretta e utilizzare le aziende agrituristiche
presenti sul territorio per sostare o soggiornare (consigliamo la
prenotazione).
Con questa Guida
vogliamo dare la possibilità, a
chi non conosce l'entroterra riminese, di seguire alcuni percorsi
guidati.
Partendo dalla costa si possono raggiungere paesi e borghi antichi,
caratterizzati da tante vicende storiche, dai loro castelli, dalle
mura, dai palazzi, dalle chiese, dalle opere d'arte e dalle tradizioni
plurisecolari. Ci si può fermare in aziende agrituristiche
o agricole dove si possono acquistare i prodotti tipici del riminese,
come l'olio extravergine d'oliva, il vino, i formaggi, la frutta.
Il contatto con gli agricoltori permetterà di addentrarsi
nelle tradizioni della civiltà contadina e di scoprire i
segreti, gelosamente custoditi, per la realizzazione di ricette
tipiche del nostro territorio rurale.
Gli itinerari segnalati nella cartografia sono stati tracciati per
essere percorsi comodamente in auto, ma per apprezzare a fondo l'entroterra
è consigliabile utilizzare la bicicletta o, nelle zone più
adatte, il cavallo, per raggiungere le aree più interne e
suggestive.
Si ritiene infatti che l'attività agrituristica non sia in
competizione con il turismo costiero ma, al contrario rappresenti
una concreta possibilità di valorizzazione delle aree rurali,
sia dal punto di vista storico - paesaggistico che economico.
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| Valconca
(km.51) |
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Nella Valle del Conca si possono apprezzare
dolci declivi con una florida agricoltura caratterizzata da vigne
e olivi. Domina la splendida Rocca di Montefiore che sovrasta imponente
l'intero territorio. Gemmano, Saludecio, Mondaino, Montegridolfo,
Montecolombo e Montescudo meritano tutti una visita per ammirare
il panorama, le rocche, gil impianti urbanistici medioevali, ancora
testimoni delle vicende storiche che videro le famiglie Malatesta
e Montefeltro combattere per il dominio di queste terre. Nella bassa
vallata del fiume Conca, San Giovanni in Marignano e Morciano di
Romagna
sono centri di notevole rilevanza economica, commerciale e agricola.
Il percorso si snoda partendo da Cattolica, l'ultima cittadina al
confine con le Marche. Da vedere il Museo della Regina che comprende
una sezione archeologica e una marinaresca; la Rocca Malatestiana,
gli scavi romani con numerosi reperti e, tra le curiosità,
un maestoso tasso
(albero
sempreverde) che risulta essere uno del più vecchi e grandi
d'Europa.
Proseguendo lungo l'itinerario verso l'entroterra, si raggiunge
in breve San Giovanni in Marignano. Il centro storico del paese
presenta una classica architettura medioevale con le mura di cinta
ancora in parte visibili. Merita una visita il piccolo teatro Massari,
esemplare bomboniera di gusto ottocentesco dal soffitto affrescato
con le Muse e Apollo e il sipario su cui è dipinta una veduta
del paese. Tra le manifestazioni ricordiamo, nel mese di dicembre,
l'antica Fiera di Santa Lucia un tempo a carattere prettamente agricolo
ora mostra-mercato di artigianato locale e antiquariato e a giugno
nel giorno di San Giovanni, la Festa delle Streghe. Superato San
Giovanni, verso Morciano, si incontrano le località di Pianventena
e subito dopo Moscolo. Qui c'é la chiesa di Santa Lucia,
antico monastero del Monaci Olivetani costruito nei primi del '400
per volere di Carlo Malatesta. Alcuni elementi decorativi in cotto
caratterizzano l'edificio principale. Superato Moscolo, all'incrocio
la strada sulla sinistra sale verso Saludecio. Imboccatela sicuri,
poiché vi condurrà in alcuni borghi che è consigliabile
visitare per Ia posizione panoramica che occupano. A pochi chilometri
dalla località di Ponte Rosso, lasciamo il percorso indicato
sulla carta per incontrare alcune aziende agrituristiche. La prima
azienda è Torre
del Poggio di Elio Galli ubicata
nel comune di Saludecio. Percorrendo la strada del Poggio si ritorna
sulla Provinciale in prossimità della località Santa
Maria del Monte; qui è d'obbligo una sosta nell'Azienda Agrituristica
il
Dragoncello di Elio Bernardi.
Proseguendo dal bivio della Madonna del Monte verso Tavullia, primo
comune marchigiano, troviamo la Fattoria
Eby di
Liviana Bernardini. Per gli appassionati delle stelle, da non perdere
l'opportunità di guardare il cielo presso l'Osservatorio
astronomico Nicholas Koppernik gestito da un gruppo di astrofili
che gratuitamente mette a disposizione le proprie attrezzature e
conoscenze. Tornando sulla strada dell'itinerario, lasciando le
prime aziende agrituristiche alle spalle, si attraversa la frazione
di San Rocco e anziché seguire le indicazioni per Saludecio,
al bivio si prosegue a sinistra per Montegridolfo. Sulla strada
troviamo, in corrispondenza di un tiglio secolare dalle imponenti
dimensioni, il bivio per Meleto. Merita abbandonare per un attimo
il percorso e visitare i ruderi dell'omonimo Castello e la cinta
muraria medioevale che racchiude un piccolo borgo i cui abitanti
vivono in un'atmosfera di altri tempi.
Poco prima del Castello di Meleto è ubicata l'azienda agrituristica
Da
Maget dei fratelli Bartolucci.
Tornando sul nostro itinerario si prosegue per Montegridolfo, il
cui nome trae origine dalla famiglia dei Gridolfi, nobili riminesi
che nel XIII secolo governarono il paese. Il centro medioevale del
Comune è uno dei più suggestivi della provincia. Recentemente
Montegridolfo e sede del Concorso regionale sugli oli extravergini
di oliva: l'olio novello in tavola che si tiene nella seconda settimana
dei mese di dicembre. La struttura medioevale dell'antico borgo
ricorda quella già vista nei paesi limitrofi e si distingue
per aver conservato l'originale struttura urbanistica. Da vedere,
tra l'altro, la Chiesa di San Rocco (XIV sec.) e quella della Beata
Vergine delle Grazie (XVIII sec.) in località Trebbio. Dal
punto di vista agricolo nel Comune di Montegridolfo si trovano molte
aziende produttrici di olio extravergine d'oliva di grande pregio
ottenuto dalIe innumerevoli piante secolari presenti in loco. Proseguendo
lungo l'itinerario, incontriamo il paese di Mondaino ricco di testimonianze
storiche e di bellezze naturalistiche. Come gli altri paesi dell'entroterra
della Val Conca, anche Mondaino conserva le mura medioevali fortificate
(XIV-XV sec.) caratteristiche dei castelli malatestiani dell'epoca.
Varcando le mura di cinta, attraverso la porta principale, si accede
alla piazza centrale, chiamata piazza Maggiore, tipica per Ia sua
forma circolare, delimitata da un ampio loggiato. Si consiglia di
visitare la Chiesa di San Michele (XV sec.), costruita su un antico
tempio romano, il Monastero della Clarisse (XVII sec.), S. Apollinare
(VI sec.), una delle più antiche chiese della provincia riminese
e il Convento di San Francesco, famoso perchè fu il luogo
nel quale venne stipulata nel 1459, dopo lunghi anni di guerra,
la pace tra Sigismo Pandolfo Malatesta e Federico di Montefeltro.
Di grande interesse culturale il Museo Paleontologico con una importante
raccolta di fossili miocenici provenienti da territori circostanti.
Riguardo l'aspetto naturalistico del luogo, è interessante
sottolineare che lo stesso nome Mondaino deriva dall'anti co Monte
Daino a testimonianza della presenza diffusa di tale cervide e di
una vegetazione rigogliosa. Nel mese di agosto a Mondaino si svolge
il Palio del Daino, kermesse di spettacoli ambientati nei vicoli
del paese con una minuziosa ricostruzione storica delle usanze medioevali
con particolare riferimento alle attvita artigianali dell'epoca.
In località Piegge è ubicata l'azienda agrituristica
Il Puledro
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Proseguendo
lungo l'itinerario incontriamo il paese di Saludecio che domina
un’ampia porzione della
Valconca e al quale
si accede attraverso la Porta Marina (XV-XVI sec.). Le cinta murarie
medioevali racchiudono tutto il centro storico di forma ovale che
rappresenta l'antico castello. Opposta alla Porta Marina si trova
Porta Montanara, orientata verso il paese di Mondaino. All'interno
delle cinta murarie sono visibili i monumenti più importanti
di Saludecio. Poco distante da Porta Marina troviamo Ia Chiesa di
San Biagio (1800) che custodisce importanti dipinti tra i quali
tele del Cagnacci e una ricca collezione di ex voto dedicati al
Beato Amato Ronconi, la cui salma è venerata dagli abitanti
del luogo, e che è ricordato anche nella Cappella dell'Olmo
la quale si trova nella piazza antistante al Palazzo Comunale. Percorrendo
la strada principale in direzione di Porta Montanara, si possono
osservare una serie di palazzi di grande interesse fra i quali Palazzo
Albini (XVI sec.), Ia Torre Civica (XIV sec.), la Chiesa e il Convento
dei Cerolomini (XVII sec.). I dintorni di Saludecio offrono occasione
di incontro con le emergenze naturalistiche della vallata del Ventena,
nella quaIe, isola amministrativa del Comune di Saludecio, si trova
la località di Cerreto comprendente l'omonimo castello di
origine medioevale. Questo piccolo borgo ben conservato rappresenta
un'attrattiva non solo dal punto di vista storico ma anche ambientale
ed etnografico. Sono famose infatti le curiose storie dei cerretani
e l'antico Carnevale recentemente riproposto.
Per recuperare la scienza antica delle erbe officinali e della medicina
naturale popolare, Saludecio ha assunto il ruolo di centro di studi
erboristici con un Museo e una biblioteca specializzata in erbe
officinali. E' in questo contesto che si pone Ia manifestazione
Salus Erbe che si svolge nel mese di aprile. E una mostra animata
da convegni sul tema e nel contempo un mercatino di erboristeria
e di prodotti alimentari naturali. Tra le feste e le sagre merita
inoltre di essere ricordato Ottocento Festival, vetrina di spettacoli
e mostre, antiquariato e delizie del secolo scorso, organizzato
nel mese di luglio. Per nove serate tutto il paese rivive la magica
atmosfera di fine Ottocento con musiche, spettacoli in piazza, mercatini,
arti e mestieri antichi, menu d’epoca, mostre tematiche.
In località San Leone troviamo l'azienda agrituristica
Da
Venerina .
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Tornando sul tragitto e percorrendo la strada che da Saludecio conduce
a Montefiore, si intravede il paese di Morciano di Romagna. Dal
punto di vista geografico, Morciano, ai piedi delle colline dell'alta
Valconca, è un piccolo comune di pianura posto al centro
della vallata della quale costituisce l'ipotetico capoluogo. Rinomato
quale importante centro commerciale fin dall'antichità, conserva
tuttora grande importanza per l'economia del luogo in quanto vi
sono presenti numerose imprese. Tradizionale a Morciano l'antica
Fiera di San Gregorio, che coincide con l'inizio della primavera
e rappresenta un punto d'incontro dei commercianti e della popolazione
rurale. Famosa, in particolare, per l'esposizione di bestiame che,
fino a non molti anni fa, radunava migliaia di capi provenienti
da allevamenti locali e da altre zone. Giunti
in località Falda si prende a sinistra per Montefiore Conca,
la cui imponente Rocca medioevale domina maestosa l'intera vallata.
Poco prima della porta del paese, si può sostare all'azienda
agrituristica La
Ruota di
Orazio Ottaviani.
Montefiore Conca è un borgo fortificato che si presenta in
ottimo stato conservativo grazie anche ai pregevoli
restauri che non hanno alterato le strutture originarie. Si attraversa
la Porta Curina (XV sec.) e salendo una ripida strada, si accede
al Castello. Percorrere queste contrade durante la vigilia e il
giorno di Natale quando si svolge la rappresentazione, con personaggi
in costumi d'epoca, del Presepe vivente, fa vivere al visitatore
la grande suggestione degli usi e delle abitudini antiche. Da vedere,
in questa magica coreografia, la bottega del vasaio che ogni giorno,
dal '500 lavora artigianalmente vasellame in terra cotta utilizzando
antiche attrezzature ancora perfettamente funzionanti. Sempre nel
centro storico è da visitare Ia Chiesa di S. Paolo (XIV sec.).
Fuori dalle mura da vedere la Chiesa dell'Ospedale, il Convento
dei Cappuccini e in località S. Maria di Levola l'omonima
chiesa, edificata nel XII secolo. Scendendo dalla Pedrosa, si può
sostare al Santuario della Madonna di Bonora, dove sono raccolti
numerosi ex voto, dipinti e altri interessanti reperti storici.
Continuando, a breve distanza dal Santuario, si trova l'azienda
agrituristica
Ca
Melucci ..Continuando
la discesa verso la piana di S. Pietro, ove una fiorente agricoltura
ben si inserisce nel paesaggio, troviamo l'azienda agrituristica
Il
vecchio gelso
di Monica Pasquinetti. L'ospite sarà colpito dalla maestosa
pianta secolare antistante l'azienda e dalle distese di olivi che
caratterizzano il paesaggio.
Proseguendo
si giunge al bivio per Gemmano: la strada si inerpica sulla ripida
collina fino a giungere al centro storico che, in seguito agli eventi
bellici della seconda Guerra Mondiale, ha mutato la sua fisionomia.
Ciò che oggi rimane dell'antico borgo medioevale è
rappresentato da alcuni tratti delle cinta murarie sulle quali sorge
la Chiesa Parrocchiale. La scomparsa del patrimonio storico è
compensata dalle bellezze naturali che contraddistinguono un paesaggio
di notevole interesse. Dal centro del paese, seguendo la strada
provinciale, si attraversa la frazione di Zollara dove si trova
l'azienda agrituristica della famiglia Giannini
.
Lungo la strada che porta alla conclusione del nostro itinerario,
incontriamo un vecchio mulino per la macinatura integrale dei cereali
ancora funzionante. Si
arriva poi a Onferno (già Inferno, nome storpiato d'autorità
dal vescovo di Rimini Gualfardo nel 1810, perché non gradiva
che nella sua diocesi vi fosse una località con un nome così
"diabolico"):
qui nell'ultima frazione del Comune di Gemmano al confine con le
Marche, si trovano delle interessanti grotte naturali generate dal
torrente Burano a seguito del fenomeno carsico, il cui accesso è
possibile in orari e giorni prestabiliti, con l'assistenza di guide.
A
due passi dalle grotte si trova l'azienda agrituristica
Da
Sbrulein.
Da vedere, vicinissima all'azienda e immediatamente al lato della
Strada, l'antica Pieve di Santa Colomba (XII sec.) situata ai piedi
di uno sperone roccioso sul quale sono arroccati i resti delle mura
e degli edifici che componevano l'antico castello.
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|
| Tra
Conca e Marano (km.51) |
Questo
itinerario si snoda nel territorio dei due parchi fluviali del
Conca e del Marano e tocca numerose aziende agrituristiche inserite
in un contesto paesaggistico e storico di notevole interesse.
Il tracciato parte dalla costa di Misano Adriatico, tocca tutti
i maggiori centri dell'entroterra, e proseguendo lungo il corso
del Marano attraversa l'omonimo Parco fluviale fino a ritornare
al mare nel Comune di Riccione.
L'itinerario inizia dal porticciolo di Portoverde, caratteristico
per i suoi fabbricati in stile mediterraneo che fanno corona alla
darsena dove sono ormeggiate numerose imbarcazioni da diporto.
Seguendo il percorso si attraversa la Statale e si raggiunge l'autodromo
di Santa Monica, sede di importanti competizioni motoristiche
internazionali. Giunti all'incrocio con la strada per Morciano
di Romagna, in località Celia, il nostro itinerario prosegue
verso Misano Monte. Si consiglia di lasciare per un attimo il
percorso e di prendere a sinistra, verso Morciano, fino la località
Ca' Bastella dove troviamo l'azienda agrituristica Della
Rosa . Giunti
a Misano Monte si può godere dall'alto il panorama della
costa. E' possibile inoltre visitare la Chiesa dei Santi Biagio
ed Erasmo (XIX sec.) che è considerata la più importante
del Comune di Misano Adriatico e conserva un bel dipinto su tela
del '600 raffigurante i due Santi in adorazione della Vergine.
Da
Misano Monte, giunti al bivio per Coriano, si prosegue verso San
Clemente lasciando Coriano sulla destra. Giunti alle porte di
San Clemente l'itinerario prosegue verso Coriano attraversando
la località Castelleale, così denominata in onore
di Leale Malatesta che nel luogo fece costruire una residenza
di campagna fortificata. Il centro di San Clemente è costituito
da un piccolo borgo medioevale racchiuso da una cinta muraria
di origine malatestiana solo in parte ancora visibile. Particolarmente
suggestiva la Chiesa parrocchiale ottocentesca che si affaccia
sulla piazza principale del paese nella quale si possono ammirare
pitture del '700.
Da segnalare un'altra località del territorio comunale
denominata Agello, importante un tempo per la presenza dell'omonimo
castello appartenuto a Sigismondo Malatesta, i cui resti sono
ancora visibili.
Proseguendo nell'itinerario si giunge nel Comune di Coriano posto
nella vallata del fiume Marano quasi al centro del territorio
provinciale. Comprende sia terreni di pianura con una fiorente
agricoltura oltre a numerose attività artigianali e industriali,
che terreni di bassa collina caratterizzati da una grande diffusione
di vigneti dai quali si ottiene un ottimo vino.
Anche a Coriano la famiglia Malatesta possedeva un castello, risalente
al XV sec. del quale oggi è possibile vedere solo i resti
di quello che fu l'ingresso, la torre e parte della cinta muraria
attualmente in corso di ristrutturazione.
Numerose sono le sagre organizzate dall'amministrazione comunale;
fra queste ricordiamo la fiera dell'oliva e dei prodotti autunnali
caratterizzata da un ricco mercato di produzioni tipiche di stagione
e da dibattiti sulle prospettive di sviluppo delle attività
agricole locali.
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Il
nostro itinerario prosegue ora verso Montecolombo, sul cui territorio
sono ubicate numerose aziende agrituristiche. La prima che si
incontra in località San Savino e la
Fattoria del Piccione della
famiglia Pasini.
Sulla strada che porta a Montecolombo, sempre in località
San Savino, troviamo l'azienda agrituristica il
mio casale .
A
poca distanza troviamo anche l'azienda agrituristica I
muretti della
signora Ilia Varo. Proseguendo per Montecolombo prima di giungere
al centro del paese Si incontra Ia località Croce e si
può visitare l'azienda agrituristica Fiammetta
. A poche centinaia di metri dall'azienda Fiammetta
troviamo l'agriturismo denominato
San Marco dei fratelli Martini. Poco prima di giungere
a Montecolombo troviamo l'azienda agrituristica Zio
Monti di Grazia Costanzi.
Giunto al centro del paese, di origini antichissime, il turista
ha la possibilità di visitare alcuni interessanti monumenti
quali la Rocca Malatestiana, delimitata dalle mura medioevali
e la Chiesa di S. Martino dove sono conservate interessanti opere
del tardo ' 700. Merita ricordare, fra le attività artigianali,
la fiorente e antica produzione di terrecotte e vasellame concentrata
nella frazione di Taverna.
Limitrofo a Montecolombo e quasi fuso in un unico paese, troviamo
Montescudo, il cui centro storico merita di essere visitato per
gli innumerevoli monumenti presenti. Ricordiamo la Torre civica
(XIV sec.), le cinta murarie e una antichissima ghiacciaia un
tempo utilizzata per conservare, fino all'estate inoltrata, la
neve ghiacciata che veniva poi venduta ai paesi rivieraschi e
utilizzata per la conservazione del pesce.
Da
vedere la Chiesa parrocchiale dei Santi Biagio e Simone, dove
si trova un antico crocifisso ligneo del XII secolo. Fra le manifestazioni
di carattere folcloristico e culturale organizzate dal Comune
di Montescudo ricordiamo la Sagra della patata che si tiene nel
mese di agosto in onore del tubero che trova, nel territorio locale,
ideali condizioni di coltivazione. Per Montescudo infatti, la
patata rappresenta un importante elemento dell'economia
agricola.
Dal paese, lasciando per un attimo il nostro itinerario e percorrendo
la strada che conduce a Santa Maria del Piano, si può raggiungere
l'azienda agrituristica denominata Freelandia
della famiglia Gaspari.
Proseguendo nell'itinerario si giunge a Trarivi;qui si consiglia
una sosta alle rovine belliche della Chiesa di San Pietro(X sec.)ora
"Chiesa della Pace". Non inganni il termine "rovine"perché
il visitatore rimarrà colpito dal magnifico restauro della
Pieve romanica preesistente e della Chiesa che nel ' 700 fu costruita
al suo fianco. Gli eventi bellici del '44 distrussero quasi completamente
Ia sovrastruttura settecentesca, ma, difese dal cumulo delle macerie,
sono state ritrovate, quasi intatte, le solide mura medioevali
composte da mattoni e pietre di diversa forma e dimensione.
Per ricordare i tragici eventi della seconda guerra mondiale è
stato costruito il Museo storico della linea gotica orientate
dove si trova un'ampia collezione di foto che documentano i combattimenti
sostenuti nella zona.
Al cimitero di Trarivi si svolta a sinistra verso Vallecchio.
La strada scende ripida fino al "guado"(percorribile
anche in auto) sul torrente Marano. A pochi passi da qui si trova
l'azienda agrituristica Saperi
e Sapori di Isabella Negrini.
Oltrepassato il torrente Marano si svolta a destra verso Ia frazione
di Ospedaletto costeggiando il fiume. Un'eventuale variazione
all'itinerario proposto può prevedere una svolta a sinistra
in direzione della Repubblica di San Marino. Questa via d'accesso
poco conosciuta e frequentata, risulta panoramica e scarsamente
trafficata. La deviazione all'itinerario principale conduce anche
ad Albereto di Montescudo. Questa località merita una visita
in quanto qui si trova una piccola macchia boschiva a testimonianza
della vasta e folta foresta di farnie, pioppi bianchi e frassini
che in passato e fino all'epoca romana occupava tutta l'area pedemontana
romagnola. E' visibile inoltre la cinta muraria in pietra, con
bastioni circolari agli angoli, perfettamente conservata. Tornando
al nostro itinerario, la strada indicata si snoda proprio al centro
del Parco del Marano: un'area protetta che interessa, oltre la
provincia di Rimini (comuni di Montescudo, Coriano, Rimini e Riccione),
anche la regione Marche e la Repubblica di San Marino. Dopo l'abitato
di Ospedaletto, si svolta a destra per la frazione di S. Salvatore
superata la quale si arriva al bivio che rimette sulla Strada
Statale che da Coriano porta a Rimini, Merita una sosta, proprio
sulla strada, la visita alla Pieve di S. Salvatore (XII sec.).
Nella sua semplicità costruttiva conserva pressochè
inalterata l'architettura originaria con una bella facciata in
pietra arenaria inframmezzata da materiale laterizio. Al bivio
prendiamo a sinistra verso Coriano e qualche chilometro dopo al
successivo incrocio, ancora a sinistra verso Riccione. Ci si approssima
alla conclusione dell'itinerario avvicinandosi al mare. Ii nostro
itinerario raggiunge ben presto l'abitato di Riccione. Parlare
della “"Perla Verde" dell'Adriatico è superfluo
poiché tutti conoscono le prerogative turistiche di questa
cittadina. Si segnalano le Terrne del Beato Alessio, ubicate a
ridosso del mare e frequentate tutto l'anno.
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|
| Valmarecchia
(km.55) |
|
In
un ambiente naturale di grande interesse la Valmarecchia reca tracce
di vicende che risalgono alla prima era del ferro, quando un'importante
civiltà, che precedette quella Etrusca, la Villanoviana,
scelse di colonizzare le terre dove ora sorge il borgo di Verucchio
per il primo insediamento. Ogni centro della Valmarecchia ha Ia
sua rocca malatestiana e presenze artistiche e architettoniche di
grande pregio: Verucchio, Torriana e Montebello, Poggio Berni e
Santarcangelo costituiscono un tessuto di centri storici immersi
nel verde, di grande valore artistico e culturale.
Questo
itinerario non può che cominciare da Rimini che, oltre a
essere il capoluogo della Provincia, rappresenta una città
di rilevante importanza anche a livello nazionale. Lo stesso fiume
Marecchia, che dà il nome al nostro itinerario, sfocia nel
territorio comunale.E' evidente che la notorietà della città
e la sua rilevanza economica sono strettamente legate al turismo
estivo e alle numerose manifestazioni fieristiche e congressuali.
Tuttavia, anche dal punto di vista storico, Rimini è una
città ricca di testimonianze del passato, dall'epoca romana
a quella rinascimentale. In particolare, l'intera storia della provincia
è legata a questa città e alle vicende della famiglia
Malatesta. Si ritiene utile un breve cenno su Rimini, l'antica ARIMINUM,
che oltre a essere diventata, in tempi ben più recenti Ia
capitale europea delle vacanze balneari, è anche una città
di antichissima storia. Colonia romana fondata nel 268 a.C., sorse
nel punto di incontro di tre importanti vie: la Flaminia (220 a.C.)
che congiungeva Roma con Rimini, l'Emilia (187 a.C.) che univa Rimini
a Piacenza e la Pompilia che collegava Rimini ad Aquileia.
L'Arco di Augusto fu costruito nel 27 a.C. per decreto del Senato
romano in onore di Ottaviano Augusto Imperatore; il ponte di Tiberio,
iniziato da Augusto e concluso da Tiberio dal 14 al 21 d.C. è
importante perché, oltre a rivestire grande interesse di
architettura ingegneristica, segna l'inizio della Via Emilia. Le
principali testimonianze medioevali superstiti sono tutte localizzate
intorno all'odierna Piazza Cavour, anticamente chiamata del Comune
o della Fontana, sulla quale si affacciano il Palazzo dell'Arengo
(1204) e del Podestà. Al di là del Teatro ottocentesco
si trova Castel Sigismondo, che fu la magnifica dimora fortezza
di Sigismondo Pandolfo Malatesta, costruita dal 1437 a! 1446 sul
luogo in cui sorgevano gli antichi palazzi Malatestiani. I Malatesta
dominarono Rimini fin dall'inizio del XIII secolo; la loro Signoria
sulla città iniziò dopo la cacciata dei Ghibellini
e si estese dalla Romagna meridionale fino al cuore delle Marche.
Della famiglia Malatesta il più celebre e celebrato fu Sigismondo
Pandolfo (1417-1468) a cui si devono due testimonianze monumentali:
il Castello e il Tempio Malatestiano che segna l'apice dell'arte
riminese del XV secolo. L'architettura esterna del Tempio Malatestiano
è opera di Leon Battista Alberti, mentre i piani di decorazione
scultorea sono opera degli umanisti Basino da Parma e Roberto Valturio.
L'interno è formato da una sola vasta navata sulla quale
si affacciano sei profonde cappelle laterali; dopo aver ammirato
gli stemmi che Sigismondo fece disseminare dovunque (una "S"
intrecciata con una "I") si può passare al Crocefisso
di Giotto, agli affreschi di Piero della Francesca e ai bassorilievi
del Di Duccio. Dopo queste brevi informazioni storico - culturali
sulla città di Rimini, si inizia il terzo itinerario che
partendo dal mare e percorrendo la Via Emilia raggiunge Santarcangelo
di Romagna.
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Il
paese è adagiato su un dolce colle, il Monte di Giove, tra
i fiumi Marecchia e Uso. Merita visitarlo per vedere il caratteristico
centro storico medioevale, raggiungibile solo a piedi, nel quale
sono ubicate le grotte tufacee denominate Pedretti, in onore dell'uomo
che le valorizzò e le fece conoscere.
Da
vedere anche il castello Medioevale a pianta quadrangolare, rinforzato
agli angoli da tre torrioni poligonali, in ottimo stato di conservazione,
al cui interno si trovano arredi d'epoca. Nel paese sono da visitare
anche la Chiesa della Collegiata (XVIII sec.) che contiene un Crocefisso
ligneo del ' 300 e due dipinti del Cagnacci; il Palazzo Ganganelli,
sull'omonima piazza centrale; l'Arco Trionfale eretto nel 1777 in
onore di Papa Ganganelli (Gregorio VII°) originario di Santarcangelo.
Alla periferia del paese, tra il fiume Marecchia e Ia strada provinciale
per Poggio Berni, merita visitare Ia Pieve di San Michele che risale
alla fine del VI secolo e che ricorda, dal punto di vista architettonico,
le famose basiliche ravennati. Sulla strada per San Vito - Bellaria
si trova il Museo degli usi e costumi delle Genti di Romagna.
Tra gli appuntamenti di rilievo si ricorda la manifestazione Santarcangelo
dei teatri d'Europa, un festival che si svolge nelle vie e piazze
della città. Ogni anno la manifestazione si rinnova e cambia
formula. Di particolare interesse Ia rassegna delle nuove esperienze
teatrali internazionali e la produzione di spettacoli originali
ambientati nei luoghi più suggestivi del paese. Il cuore
della tradizione, comunque, pulsa nelle Fiere d'Autunno, manifestazioni
di antichissima storia, legate al commercio del bestiame e dell'artigianato
locale: Ia Fiera di San Michele trasforma un'antica sagra venatoria
in festa dedicata alla natura. La manifestazione rappresenta un
grande appuntamento popolare con esposizione di attrezzature agricole,
di artigianato e di prodotti tipici dell'agricoltura locale. L'
11 novembre si ricorda la Fiera di San Martino che oltre a onorare
il Santo patrono costituisce un appuntamento di antichissima data,
al quale partecipa tutto il mondo agricolo.
Proseguendo l'itinerario in direzione Poggio Berni percorrendo la
via Santarcangiolese, si giunge all'azienda agrituristica Palazzo
Marcosanti di Bruno Valloni in un palazzo - fortezza
quattrocentesco.
Proseguendo sulla Santarcangiolese in direzione Tor riana al bivio
si svolta a destra e subito a sinistra per Poggio Berni. Giunti
nel paese s'incontra l'azienda agrituristica Palazzo
Astolfi .
La storia del Comune di Poggio Berni si intreccia con le vicende
della famiglia Malatesta della quale sono rimasti segni tangibili
Un po' ovunque. Sulle piccole alture che caratterizzano il territorio
comunale sorgevano tre castelli, di cui l'unico ancora perfettamente
conservato è il Palazzo Marcosanti, che prende il nome da
un'antica famiglia nobile del luogo. Ricordiamo anche la frazione
di Camerano, stazione preistorica ove fu rinvenuto Un ripostiglio
di armi ed oggetti di bronzo del X e IX sec. a.C. .
Da Poggio Berni si ritorna sulla strada provinciale che, passando
per la frazione di Trebbio, arriva a Torriana. Il paese si trova
su di un'altura caratterizzata dalla triplice cima del monte della
Scorticata che fino a pochi decenni fa dava il nome a tutto il territorio
comunale. Appartenuta alla Chiesa passò sotto il dominio
dei Malatesta e successivamente nel XV secolo, ai Montefeltro. Torriana
fu abitata e fortificata nei secoli perchè assieme alla rupe
di Verucchio domina il paesaggio di Ponte Verucchio che rappresenta
la porta di accesso alla bassa Valmarecchia. Le fortificazioni di
Torriana si estendono sulle due cime di Castello e di Torre, sovrastanti
l'abitato. Nella prima rimangono due torrioni circolari recentemente
restaurati, una cisterna, parte delle mura e dei ruderi del mastio.
Nella seconda si staglia il rudere di una torre quadrata, collegata
certamente con il castello della prima. Visitata Torriana, proseguendo
la strada sempre in territorio comunale, si arriva a Montebello,
un borgo medioevale arroccato sulla roccia e immerso nel verde.
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Montebello
è assolutamente da visitare perché è uno dei
luoghi più suggestivi del territorio riminese. L'interesse
è storico - culturale per i segni del passato così
ben conservati e naturalistico per le bellezze del territorio circostante.
La Rocca alla quale si accede percorrendo stradine con un impianto
urbanistico tipicamente medioevale, ha subìto, nel corso
della storia, molte vicissitudini passando sotto vari domìni:
dai Malatesta ai Montefeltro, poi ancora ai Malatesta e quindi allo
Stato della Chiesa. Dal 1463 Papa Pio II ha infeudato in questo
fortilizio la famiglia dei Guidi di Bagno di Romagna, che vi è
tuttora proprietaria.
Sempre in località Montebello è ubicato il santuario
della Madonna di Saiano con la caratteristica torre cilindrica bizantina
edificata attorno all' VIII secolo.Giunti nel borgo di Torriana,
seguendo le indicazioni, si arriva all'azienda agrituristica il
pomo reale di Sandro e Paola Fabbri. Il nome deriva
da una piccola mela particolarmente dolce e profumata ormai dimenticata.
Scendendo lungo la ripida strada che porta a fondo valle si giunge,
attraversando Ponte Verucchio, nel centro storico di Verucchio.
Affascinante dal punto di vista storico e paesaggistico, il paese
si erge su uno sperone roccioso sul quale, in epoca medievale venne
eretta la Rocca visibile da tutta la valle del Marecchia.
L'antico paese è ricco di edifici e luoghi da scoprire. Seguendo
un percorso che parte dalla centrale Piazza Malatesta, sulla quale
si affaccia il Palazzo Comunale, si sale verso la Rocca del Sasso
che è la più antica delle due Rocche originarie di
Verucchio e che nel tempo ha subito numerosi restauri. Visitata
la Rocca si può raggiungere la trecentesca Chiesa di Sant'Agostino,
che contiene interessanti dipinti e anche tavole scolpite in legno.
Vicino alla Chiesa si trova il Convento dei Padri di Sant'Agostino
e il già citato Museo Villanoviano. Altre Chiese da visitare
sono quella della Collegiata, del IX secolo, e la più antica
dell'Oratorio del Suffragio (VIII sec.). Sui resti dell'altra Rocca,
denominata dei Passarello, sorge ora il Convento delle Benedettine,
un tempo delle Clarisse. Tra le tante manifestazioni che si svolgono
nel Comune di Verucchio, ricordiamo il Festival di Musica Antica
che si tiene nel mese di luglio e che merita un'attenzione tutta
particolare. Si tratta di una importante rassegna di concerti a
cui partecipano gruppi italiani ed esteri che si dedicano alla ricerca
e all'esecuzione di musica medioevale e rinascimentale con strumenti
d'epoca. Al territorio comunale appartiene Pieve Corena, isola amministrativa
della provincia riminese, inserita all'interno della regione Marche
e confinante da un lato anche con la Repubblica di San Marino. A
Pieve Corena è ubicata l'azienda agrituristica Cossura
di Renato Nanni.
Riprendendo il nostro itinerario, si scende verso la frazione di
Villa Verucchio e si incontra, immersa tra gli olivi, una splendida
Pieve Romanica del 984 e, poco pin avanti , il Convento dei Frati
minori fondato nel 1215 da San Francesco. Dopo aver visitato il
convento di San Francesco, si prosegue l'itinerario percorrendo
la strada panoramica che corre sulla collina, parallela alla Marecchiese.
Questa via passa a monte dei centri abitati di Villa Verucchio e
Corpolo e degli insediamenti artigianali e industriali situati lungo
Ia statale, attraverso una zona chiamata "La Valle" ricca
di terreni coltivati a ulivi e vigneti.
Lungo l'itinerario troviamo l'azienda agrituristica Duslaun
di Arianna e Filippo lazzini. Il nome dell'azienda prende
origine dall'espressione dialettale che indica il tutolo cioè
la parte interna della pannocchia di mais.
A poca distanza è ubicata anche l'azienda agrituristica San
Rocco di Domenico Tonni.
Per
raggiungere l'azienda agrituristica Le
case rosse di Alessandro Savazzi, è necessario
scendere sulla statale Marecchiese e in località Villa Verucchio
girare a sinistra seguendo le indicazioni per la Tenuta Amalia.
Nei terreni di proprietà dell'azienda è ubicato anche
un campo da golf.
Arrivati al bivio con la via S. Paolo, si svolta a destra risalendo
il crinale . All'incrocio con via Santa Cristina, si prende a sinistra
in direzione Rimini. Dopo circa 2 Km. si svolta nuovamente a sinistra
in direzione Santarcangelo quindi, dopo 500 m circa a destra per
via Martella. A questo punto, prima di proseguire lungo l'itinerario
principale, si può fare una deviazione scendendo lungo la
statale Marecchiese verso la frazione San Martino dei Molini. Qui,
in prossimità del fiume Marecchia, si trova una torre medioevale,
alta 22 metri, che dà il nome alla località: "Torre
Ia Tomba". La Torre faceva parte di un complesso di fortificazioni
denominato Tomba de' Battagli perchè eretto nel 1229 Balduccio
Battagli. Nel 1359 fu saccheggiata da alcuni soldati della compagnia
di ventura di Corrado Lando, che vi penetrarono con uno stratagemma.
Tornando all'itinerario riportato in mappa, si prosegue sul crinale
in direzione Vergiano. La parte alta di questa frazione è
ricca di ville padronali di antiche origini e tradizioni. Tra queste
ricordiamo villa Frioli che conserva con amore una vecchia e accogliente
cappella dedicata a San Francesco, cui si accede percorrendo un
vialetto costeggiato da cipressi. Secondo Ia tradizione il santo
lo percorse quand'era in cammino verso La Verna. Anticamente a Vergiano
esisteva un castello, che apparteneva al monastero di Santa Apollinare
in Classe. Il Castello, di cui restano solo poche tracce, si trovava
ove è stata eretta la chiesa del paese.
Continuando lungo la strada, scendendo si raggiunge Ia località
di Spadarolo sulla Marecchiese che rapidamente porta a Rimini e
a conclusione di questo itinerario.
In località San Martino Monte l'Abate sorge, in posizione
baricentrica tra l'itinerario Val Marano e quello della Valmarecchia
l'azienda agrituristica Case
Mori di Nicola Pelliccioni.
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